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Nella vita di tutti i giorni a volte non ci
rendiamo conto di quanto siamo fortunati
nell'avere tante cose che altri invece non
hanno, nell'avere la salute, gli affetti,
gli amici, una famiglia,.... Spesso non ci
rendiamo conto di quanto sia importante
anche la più piccola delle cose che
possediamo.
Poi, se subentra la sofferenza, la malattia,
il dolore, allora non sappiamo più come
risponderci, come riprendere in mano la
nostra vita.
Ecco che, dalla sofferenza e dalla malattia,
si può percorrere il cammino della fede ed
accorgersi anche di come il Signore opera
ancora oggi, accanto a noi, e noi a volte
non ce ne rendiamo conto.
Il racconto di Paloma, che lei ha
autorizzato a pubblicare, mette proprio in
risalto come noi non siamo mai abbandonati
dal Signore e dalla Mamma Celeste, e che
anche attraverso sofferenze e malattie LORO
restano accanto a noi: e il dolore si
trasforma in fede.................
(Adele Caramico)
Paloma: dalla malattia alla fede
Quello che mi è capitato è una GRAZIA e non
una DISGRAZIA! Questo fatto è stato una
specie di messaggio che mi ha mandato Dio
per scuotermi un po'. Ma forse per farvi
capire bene dovrei raccontarvi tutto un po'
meglio.
Tutto è cominciato nel 97, mi hanno trovato
una cisti nella mandibola, nel mento, sotto
gli incisivi. Mi è stata operata
normalmente, ma dopo tre anni abbiamo
scoperto che si era riformata.
Mi è stata rioperata nel 2001.
Solo che dopo qualche mese si è fatta ancora
viva, così finalmente il mio dentista si è
deciso a mandarmi da un esperto. Li mi hanno
fatto analisi ed esami di tutti i tipi, e
non riuscivano a capire che cos'avevo. Qui
siamo in aprile 2002. Hanno dovuto
consultare esperti di tutto il mondo per
riuscire a capire cos'avevo. Dopo 4 mesi di
ricerca, hanno diagnosticato una forma rara
di tumore, a basso grado di malignità. Così,
da aprile che dovevo entrare in ospedale,
alla fine sono entrata il 26 luglio. Nel
frattempo io ero impaurita, frastornata,
disorientata.
Anche mia madre lo era e un giorno mi chiese
di andare con lei da un prete
'specializzato' in benedizioni per la
salute. Decisi di andarci, ma più che altro
per far felice lei (allora non ero ancora
innamorata del Signore). Siamo andate da
questo prete e mi è subito piaciuto. In
seguito sono tornata più volte da lui per
conto mio. Qualche giorno prima di entrare
in ospedale, il prete mi ha benedetta e mi
ha detto: "non preoccuparti, vedrai che
l'operazione andrà benissimo, il Signore
veglia su di te. Avrai un segno".
Il giorno che sono entrata in ospedale è
stato orribile, ho avuto un crollo di nervi.
Ho visto che finalmente c'ero, oramai non si
rimandava più nulla e vedevo tutto
ingigantito. Ho iniziato a piangere
disperata e non riuscivo più a fermarmi.
Devo confessarvi che quel giorno le ho
pensate tutte, volevo fuggire durante la
notte, scappare, non volevo farmi operare.
Ma a che sarebbe servito? Il mio male
sarebbe rimasto, prima o poi sotto i ferri
ci sarei dovuta andare. Tutti erano stupiti
e delusi del fatto che fino a quel momento
avevo saputo essere forte mentre crollavo
proprio allora.
Così sono andata nella chiesa dell'ospedale,
e guardando il crocifisso ho fatto un
pensiero: "Gesù, ti capisco. Anch'io, come
te, devo subire una sofferenza dalla quale
non posso fuggire, e della quale non ho
colpa".
Più tardi sono andata alla messa e, dopo, ho
parlato con il prete, confidandogli quei
pensieri. Lui mi ha detto: "Offri il tuo
dolore al Signore. Sai quante persone
acquisteranno la fede grazie alla tua
sofferenza?". Queste parole mi risuonano
ancora adesso nella testa. Allora, non mi
tolsero completamente il dolore, ma gli
diedero un senso.
Il giorno dopo mi hanno operata, mi hanno
tolto quasi tutta la mandibola e al suo
posto me ne hanno messa una di titanio, mi
hanno tolto 7 denti.
E' andato tutto a meraviglia, io stessa ero
stupita del fatto che non provavo il minimo
dolore, parlavo da subito, mi ero gonfiata
pochissimo, ero così felice... mi sembrava
di essermi scaricata dalle spalle uno zaino
di 50 kg!
Il giorno prima di uscire dall'ospedale sono
andata a messa per salutare quel prete che
tanto mi aveva aiutata. Posso dire che
quella è stata la prima vera messa della mia
vita! Ero commossa, emozionata, assorbivo
ogni parola del prete, che ricordo tuttora
come fosse stato ieri.
Uscita dalla chiesa, stavo camminando nel
corridoio quando ho sentito una signora da
dietro chiamarmi, mi sono voltata e lei mi
ha chiesto un'informazione. Gliel'ho data e
stavo per voltarmi quando lei mi ha detto:
"aspetta aspetta che ti faccio un regalo"...
e mi ha dato una Medaglia Miracolosa! I suoi
occhi brillavano mentre in due parole mi
spiegava cos'era. Se quella signora sapesse
a cosa ha dato inizio...!!
Tutto mi era chiaro; quello era il segno che
mi aveva predetto il prete. Era il segno che
la Madonna ha voluto darmi per farmi sapere
che mi aveva protetta. Ho indossato subito
la Medaglia, e di giorno in giorno mi ha
dato forza e coraggio.
Dopo tre mesi sono stata colta dal desiderio
di regalare a mia volta delle Medaglie
Miracolose alle persone che avevo vicino. Ho
iniziato a prenderne un centinaio, le ho
fatte benedire e mi sono stupita nel vedere
che in nemmeno una settimana le avevo già
date via tutte. Così ho iniziato a prenderne
altre e altre ancora... e ho iniziato a
regalarle a tutti, perfino alle commesse dei
negozi in cui vado... e poi tante richieste
arrivano grazie al sito che ho fondato a
questo scopo.
Sono così felice!! Che grande grazia è
vedere le Medaglie che per mano mia arrivano
dritte nel cuore delle persone!!
Comunque, ora ho una protesi e dal di fuori
sembro perfettamente normale. Di fuori sono
come prima, ma dentro sono completamente
cambiata.
Mi sono resa conto dell'inutilità di tante
cose, ci lamentiamo se non troviamo la
maglietta che ci piace ecc, ma non pensiamo
mai che ci sono persone che stanno veramente
male. Siamo talmente intrisi di inutilità
che ci dimentichiamo della cosa più
importante: colui che ci ha creati, DIO.
Ora non ho più paura di niente, potrei
morire anche domani, sono in pace. Questa
pace vorrei trasmetterla anche agli altri,
in parte lo sto facendo con le medaglie. La
mia vita si è capovolta, ora sto studiando
molto, libri su libri, sulla religione.
Voglio capire, imparare, pregare.
Dovrò subire altri interventi, ma ne sono
felice perché anche se dovrò soffrire,
offrirò tutto al Signore in isconto dei
peccati e per la conversione dei peccatori.
Pensiamo sempre che la salute sia la cosa
più importante, ma invece la mia malattia
era la cosa più bella che poteva capitarmi,
perché mi ha portata a Dio. E di questo lo
ringrazierò per il resto dei miei giorni.
Lui ha i suoi modi per parlarci. Dobbiamo
godere ogni minuscolo istante della nostra
inutile ed insignificante vita, e
ringraziare Dio per tutto quello che ci
manda, buono o brutto.
Una cosa che sembra brutta può capovolgersi
e diventare magnifica. Non sappiamo mai come
andrà, per questo dobbiamo accettare tutto
di buon grado, e ringraziare Dio per questo.
Paloma
PS: Chi volesse ricevere gratuitamente la
Medaglia Miracolosa la richieda a:
medaglia_miracolosa@libero.it
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